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MUSICA LECITA E PROIBITA NELL’ISLAM

Tra gli svaghi che possono confortare l’anima, far piacere al cuore e allietare le orecchie vi è la musica, il cantare e suonare. L’Islam permette tali atti sotto determinate condizioni: non devono essere osceni o dannosi alla morale islamica.
Al fine di creare un’atmosfera di gioia e felicità si può cantare durante le occasioni di festa; le limitazioni da osservare sono:

DISTINZIONE TRA MUSICA HALAL E HARAM

Una civiltà è giudicata positivamente per merito dei suoi traguardi culturali e artistici. La musica è una forma d’arte importante con un enorme carico di influenza socio-culturale.
Non esistono hadith autentici che proibiscono categoricamente la musica nell’Islam. Alcuni hadith sunniti che proibiscono certi strumenti musicali sono stati falsificati. Quello che proibisce l’Islam è la musica decadente, corrotta e immorale.
Ci sono molti benefici derivati dalla musica e dalle istruzioni musicali. La musica ha scopi medici. La musica dolce può calmare l’anima e rilassare la mente e il corpo. La musica energica può servire contro le frustrazioni, le tensioni e lo stress. La musica romantica può accrescere l’amore tra marito e moglie. La musica religiosa può aumentare la spiritualità. La musica educativa può espandere l’intelletto. La musica rivoluzionaria può aiutare gli oppressi a ribellarsi dai tiranni. Le istruzioni musicali insegnano la disciplina e vari elementi della matematica.
Sebbene le persone possano vivere senza musica, la musica certamente arricchisce le nostre vite. Un governo islamico deve promuovere la cultura in tutte le sue forme: musica, arte, letteratura ecc.

REGOLE RIGUARDANTI LA MUSICA

La scuola Jafarita differenzia tra ghina (musica decadente e corrotta) e musica lecita (quella islamica, militare, rivoluzionaria tradizionale ecc.). Secondo le fonti sciite (del diritto islamico), la liceità della musica dipende dalle intenzioni e dagli obbiettivi: “Se la musica causa l’eccitazione dei piaceri sensuali è haram, altrimenti la musica è lecita” (Ayatollah Fazel-e Lankaràni). “La musica vana che diverte e cattura l’ascoltatore è proibita. Ma non c’è problema con la musica che non presenta questi difetti” (Ayatollah Imam Seyyed Alì Khamenei). Secondo l’Ayatollah Sistani le canzoni islamiche non sono haram, lo sono solo quelle con elementi di ghina. Ma se vi sono testi halal combinati con musica decadente, il tutto risulta haram.

LA SURA DI LUQMÀN

“Tra gli uomini vi è chi compra storie ridicole per traviare gli uomini dal Sentiero di Allah e burlarsi di Lui: quelli avranno un castigo umiliante” {Corano XXXI: 6}
Secondo alcuni, questo versetto della Sura di Luqmàn proibirebbe la musica. Ma ciò non è corretto.
Nadhr Ibn Harith era in Siria per commerciare. Egli tornò a casa raccontando storie di eroi Persiani che recitavano alcune leggende dei Quraysh alla Mecca. Faceva ciò con l’intento di catturare l’attenzione della gente. Ma Nadhr Ibn Harith era un Persiano che preferiva i romanzi persiani al Messaggio di Allah; egli sviò molti uomini dalla Retta Via. Questo è il motivo per cui fu rivelato il versetto in questione (secondo fonti sia sciite sia sunnite). Il versetto dice “storie ridicole”. Qualche studioso dichiara che debba esser applicato anche alla musica. Ma questa è solo un’interpretazione. In verità non include la musica islamica e rivoluzionaria. Il Corano proibisce le “storie ridicole” che sviano la gente dall’Islam. Al contrario le opere che insegnano la retta via e ricordano Allah devono essere tenute in considerazione da ogni credente.