Prima parte

I PRINCÍPI


CONOSCERE DIO

La religione della sapienza

L’Islam è la religione della scienza e della sapienza. Pretende dai suoi seguaci impegno e serietà nell’apprendimento del sapere, valuta gli individui in base alle loro conoscenze e considera l’istruzione un dovere di tutti. Dice infatti il Corano: «…sono forse uguali coloro che sanno e coloro che non sanno?…»[1]. Il grande profeta Muhammad (B)[2] ha detto: «L’apprendimento del sapere è obbligatorio per ogni uomo e donna musulmani». Il nobile imàm Alí descrive infine la sapienza nel seguente modo: «Nessun tesoro è meglio della sapienza».

Il Creatore dell’Universo

Quest’immenso universo è stato creato e viene diretto da un’entità superiore, ed è assurdo pensare che sia venuto ad esistere da sé, senza una precisa causa.

Quando vediamo una nuova costruzione siamo infatti sicuri che è sorta grazie al lavoro di un ingegnere, un capomastro e di alcuni operai; mai invece ci verrà il dubbio che sia venuta ad esistere in modo del tutto casuale.

È quindi assurdo pensare che quest’immenso e complesso universo sia privo di un creatore, sia venuto ad esistere da sé. Concludiamo allora che esiste un’entità superiore che ha creato questo strabiliante universo e che magnificamente lo dirige: tale entità è comunemente chiamata “Dio”.

Dio è unico

Dio è Uno, non esiste altra divinità all’infuori di Lui e non si è associato con niente e nessuno nel creare questo sterminato universo: Egli è l’assoluta causa del creato.

Credere nell’unicità di Dio ci porta a considerare qualsiasi cosa (all’infuori di Lui, ovviamente) debole ed incapace, a vederLo come l’unico essere al quale si deve ubbidire, a non buttarci ai piedi di nessuno, a non essere servili se non nei Suoi confronti, a non lodare e riverire nessuno oltre misura, a considerare l’adulazione un difetto, a ubbidire e rispettare i profeti, gli imam e le guide religiose soltanto in ragione del fatto che è Lui che lo ha ordinato, e a visitare le loro tombe non in segno d’adorazione, bensí per rispetto della loro elevata stazione spirituale.

Dio è equo

Dio è equo, non opprime nessuno, non esegue azioni cattive, agisce in assoluta saggezza, non lascia irremunerate le rette azioni dei probi, non víola le promesse, non mente e non manda all’Inferno gli innocenti.

Gli attributi di Dio

Dio è in grado di fare tutto ciò che è possibile fare, sa tutto e compie le sue azioni in modo volontario ed intenzionale. È sempre esistito e sempre esisterà.

Dio non è composto da parti, non è corpo, non è visibile, non è ignorante, non è incapace, non ha soci, non è ingiusto, non è situato in alcun luogo[3] e non ha bisogno di nulla e di nessuno.[4]


 



[1]- Sura 39, versetto 9.

[2]- La lettera tra parentesi è l’abbreviazione dell’eulogía: “Benedizione e pace su di lui e sulla sua famiglia”.

[3]- Il fatto che durante le preghiere alziamo le mani verso il cielo non sta ad indicare che consideriamo Dio situato in cielo, significa bensí che vogliamo, con tale gesto, esprimere la nostra bassezza ed incapacità rispetto alla magnificenza ed alla potenza di Dio. Considerare poi le moschee e il sacro edificio della Ka´bah, case di Dio, significa considerare questi santi edifici come i luoghi nei quali s’adora Dio, non come le dimore di Dio.

[4]- Il fatto che Dio ci ha assegnato determinati compiti e doveri (come la preghiera ed il digiuno), non significa che ha bisogno della nostra ubbidienza, bensí vuole con ciò perfezionare le nostre anime, facendoci cosí arrivare alla beatitudine eterna.