LA PROFEZIA

Dio, al fine di guidare ed istruire l’umanità, ha inviato una serie d’individui eccellenti, chiamati profeti, ispirando loro i princípi e le norme religiose.

Le qualità di un profeta

Un profeta deve essere:

1)      dotato di un potere occulto che gli permetta di non commettere alcun peccato e di mettersi altresí al sicuro da qualsiasi errore;

2)      a conoscenza di tutte le norme religiose;

3)      in grado di compiere miracoli (per poter dimostrare la propria sincerità).

Come riconoscere un profeta

Esistono due modi per riconoscere un profeta:

1)      un altro profeta, la cui profezia sia stata già provata, attesti la sua profezia oppure comunichi in anticipo la notizia della sua venuta, fornendo precisi e inequivocabili segni di riconoscimento;

2)      dimostri da sé la propria profezia, facendo un miracolo.

Il numero dei profeti

Gli hadith (tradizioni del Profeta e degli Imam) dicono che Dio, al fine di istruire e guidare gli uomini, ha mandato complessivamente centoventiquattromila profeti, il primo dei quali è il nobile Adamo (P)[1] e l’ultimo è il grande profeta Muhammad (B).

Questi nobili inviati di Dio non erano tutti uguali, possedevano bensí caratteristiche diverse tra di loro, in base alle quali possiamo suddividerli in diverse categorie:

1)      profeti che vennero a conoscenza dei propri doveri tramite ispirazione divina, senza però ricevere l’ordine di trasmettere alla gente ciò che era stato loro ispirato;

2)      profeti che vennero a conoscenza dei propri doveri tramite ispirazione divina, ricevendo anche l’ordine di trasmettere alla gente ciò che era stato loro ispirato;

3)      profeti che portarono una nuova religione e legislazione;

4)      profeti che diffusero la religione e la legislazione di un altro profeta;

5)      profeti detentori di libri ispirati (come il Corano, il Vangelo e la Torah);[2]

6)      profeti non detentori di libri ispirati;

7)      profeti inviati a tutta l’umanità;

8)      profeti inviati a un particolare gruppo di persone.

Muhammad, il Sigillo dei Profeti

Il grande profeta Muhammad (B) nacque il 17 (del mese di) rabi´ul’awwal, nell’anno denominato Amulfil (Anno dell’Elefante), nella santa città della Mecca. Suo padre si chiamava Abdullah e sua madre Àminah. All’età di quarant’anni diventò profeta; trascorse, invitando la gente all’Islam, i primi tredici anni della sua difficile e nobile missione profetica nella città natale. In questo periodo solo una parte della gente si convertí all’Islam, mentre i miscredenti e gli idolatri rifiutarono il suo invito e iniziarono con tutte le loro forze a opporsi al progresso ed allo sviluppo dell’Islam, a tormentare e torturare l’Inviato di Dio ed i Musulmani. Arrivarono addirittura ad attentare alla vita del Profeta, il quale si vide costretto a emigrare a Medina e fu gradualmente raggiunto dal resto dei Musulmani. Fu cosí che questa santa città si trasformò nella prima sede del governo islamico, nella quale il santo Muhammad svolse per dieci anni la sua missione di profeta e capo dello stato islamico.

Il 28 safar dell’anno 11 (egira lunare) lasciò questo mondo e la sua pura salma fu sepolta nella città di Medina, nel luogo ove oggi sorge una sacra e rispettata moschea denominata “Masjidunnabiyy” (Moschea del Profeta). Egli è stato il migliore dei profeti e con la sua benedetta venuta ha sigillato[3] e chiuso per sempre il ciclo della profezia.

Il Corano: l’eterno miracolo del profeta Muhammad

Il profeta Muhammad, lungo tutto il periodo della sua nobile vita, fece diversi miracoli[4], ai quali accennano i testi di storia (dell’Islam) e le raccolte di hadith. Il Corano è l’eterno miracolo di questo nobile profeta ed è la sicura prova dell’autenticità della sua profezia.

I nemici dell’Islam non si sono risparmiati nulla al fine di sconfiggere quest’invincibile religione; a tal proposito hanno affrontato difficili e pericolose guerre, subendo enormi danni. D’altra parte non sono mai riusciti a vincere la sfida lanciata dal Corano, che dice: «…Se dubitate nel corano che abbiamo fatto discendere sul Nostro Servo, portate allora una sura simile ad esso… Di’: se i ginn e gli esseri umani si alleassero per creare un corano simile a questo non ci riuscirebbero mai…». Se ciò fosse stato loro possibile, senza dubbio lo avrebbero preferito alle difficili guerre intraprese e si sarebbero cosí risparmiati inutili fatiche e tribolazioni.

Il nobile Corano è gradualmente disceso sul profeta Muhammad (B) nel corso di ventitré anni. I suoi compagni scrivevano e conservavano le stesse e identiche parole a lui rivelate da Dio, le quali vennero in seguito raccolte e rilegate nel modo in cui oggi le ritroviamo nel Corano che è nelle nostre mani. Il Corano è l’unico libro ispirato a non aver subito alcun’alterazione né falsificazione; senza alcun’aggiunta o diminuzione è a disposizione dell’intera umanità.

 



[1]- La lettera tra parentesi è l’abbreviazione delle eulogie “pace su di lui” e “pace su di loro”.

[2]- Tra i profeti detentori di libri ispirati ricordiamo i cosiddetti “Profeti Dotati di Determinazione”: Noè, Abramo, Mosè, Gesú e Muhammad (P).

[3]- Corano XXXIII: 40.

[4]- Il miracolo è definito come un’azione fuori dal normale che avviene per cause e fattori non comuni e il cui compimento è fuori dalla portata umana.