Il miglior desiderio



Ummu Salamah [una delle mogli del santo Messaggero d'Allah] dice: “Un giorno Fatima andò, assieme agli imam Hassan e Hussain, dal sommo Profeta, portando con sé un po’ di harirah [un dolce preparato con la farina di riso] per il nobile Messaggero. Quando entrarono, il santo Profeta disse a Fatima: ‘Di’ a tuo cugino di venire da me’, e quando Alí Bin Abitaalib si presentò, il santo Profeta fece sedere l’imam Hassan sulla sua destra, l’imam Hossain sulla sua sinistra, e Alí e Fatima davanti e dietro di sé, dopodiché, coprendoli con il proprio mantello khaybarita, ripeté per tre volte la seguente supplica: ‘O Dio, questa è la mia famiglia [ahlu bayt], allontana dunque da essa il dubbio e il peccato, e purificali di perfetta purificazione’. Io, ferma sulla soglia, dissi: ‘O Messaggero d’Allah, appartengo anch’io alla tua famiglia?’, ed egli rispose: ‘Il tuo ritorno è al bene, ma non appartieni a essa’. Dopodiché discese l’arcangelo Gabriele, portando con sé un piatto contenete dell’uva e del melograno del Paradiso; quando il nobile Messaggero prese in mano quei frutti, essi iniziarono a santificare Allah, ed egli ne assaggiò un po’. I frutti vennero poi dati nelle mani di Hassan e Hussain, e accadde la stessa cosa: iniziarono a dire subhana-l-Lah, e anche questi due nobili imam ne mangiarono un po’. Vennero poi dati anche ad Alí, e anche in questo caso santificarono Iddio, e anche questo nobile imam ne man-giò un po’. Entrò dunque uno dei compagni del sommo Profeta, e volle mangiare di quei frutti, al che l’arcangelo Gabriele disse: ‘Non mangia di questi frutti se non il Profeta, il vicario del Profeta, o il figlio [la figlia] del Profeta’” Indice

IL VIAGGIO A DAMASCO

Quando Abu Taalib decise di partire per Damasco, [Muhammad,] il [futuro] Messaggero d’Allah prese le briglie del suo cammello e disse: “O zio, a chi m’affidi, non ho né madre né padre”, al che Abu Ta-alib pianse portò il nobile Muhammad con sé. Durante il viaggio, ogni volta che faceva caldo, appariva una nuvola e faceva ombra sopra il nobile Muhammad. Arrivarono dunque all’eremo di un monaco cristiano, chiamato Bahiraa , il quale, appena vide che la nuvola si muove sul nobile Muhammad, scese dal proprio eremo, gli preparò un cibo, e glielo offrí. Abu Taalib e i suoi compagni di viaggio entrarono nell’eremo del monaco, e misero il [futuro] Messaggero d’Allah a curare I loro oggetti e le loro merci. Quando Bahiraa vide che quella nuvola era ferma sulla testa di Muhammad e gli faceva ombra, chiese: “È forse rimasto qualcuno della carovana che non sia venuto qui, nell’eremo?”; dissero: “No, nessuno all’infuori di un bambino che abbiamo lasciato a curare le nostre merci”. Bahiraa: “Non è bene che ci sia qualcuno che non mangi del mio cibo, chiamatelo!”. Quando fu chiamato, e si diresse verso l’eremo, la nuvola si mosse assieme a lui, facendogli ombra.
Bahiraa: “Chi è questo bambino?”
Dissero: “È il figlio di Abu Taalib”
Bahiraa: “Abu Taalib, questo è tuo figlio?”
Abu Taalib: “Questo è il figlio di mio fratello”
Bahiraa: “Cosa è successo a suo padre?”
Abu Taalib: “È morto ancora prima che questo bambino nascesse”
Bahiraa: “O Abu Taalib, riporta questo bambino nel suo paese, poiché, se i giudei lo riconoscessero, come l’ho riconosciuto io, lo ucciderebbero. Sappi che il suo rango è elevato, ed egli è il profeta di questo popolo, che insorgerà con la spada”
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LO SCHERZO DEL PROFETA

Una donna anziana, che amava andare in Paradiso, venne dal Profeta. Egli disse alla vecchietta: “Le donne anziane non vanno in Paradiso”. Ella se n’andò dunque piangendo. Bilaal, l’Abissino, la vide mentre piangeva e chiese: “Perché piangi?”. La donna disse: “Piango perché il Profeta ha detto che le donne anziane non vanno in Paradiso”. Bilaal andò allora dal Profeta e lo informò dello stato d’animo della donna. Il Profeta disse: “Nemmeno gli individui di pelle nera vanno in Paradiso”. Bilaal si rattristò, si sedette accanto alla vecchietta e iniziò a piangere anche lui. Venne quindi Abbas, lo zio pa-terno del Profeta, vide Bilaal e la donna che piangevano e chiese loro: “Perché piangete?”. I due gli riferirono ciò che il Profeta aveva loro detto. Abbas venne dal Profeta e gli raccontò la vicenda. Quest’ultimo disse all’anziano zio: “Neanche gli uomini anziani vanno in Paradiso”. Anche Abbas rimase fortemente sconvolto e rattristato. Il sommo Profeta chiamò allora quelle tre persone, le allietò e disse: “Dio introdurrà i beati in Paradiso donando loro un volto giovane e fulgido e con in testa una corona, non come anziani e nemmeno con il volto scuro o brutto” Indice

NON SOTTOVALUTATE I VOSTRI PECCATI MINORI!

In uno dei suoi viaggi, il Messaggero d’Allah, assieme ad alcuni dei suoi compagni, in una terra arida, priva d’acqua e vegetazione, scese e ordinò ai suoi compagni: “Raccogliete un po’ di legna”
I compagni del Profeta dissero: “O Messaggero d’Allah, questa è una terra arida e deserta, e in essa non v’è legna”
Il sommo Profeta disse: “Ognuno di voi, raccolga quanta legna può”. I compagni del Profeta si sparse-ro, e ognuno di loro riuscí a portare con sé un po’ di legna, e dopo aver versato la propria parte, si raccolse, davanti al sommo Profeta, una grande quantità di legna.
Il Mesaggero d’Allah disse allora: “I peccati minori sono come questi piccoli pezzi di legno, inizialmente non si notano, ma quando si raccolgono l’uno sull’altro, formano una grande quantità”
Dopodiché disse: “O compagni, astenetevi anche dai peccati minori, anche se essi non vi sembrano molto importanti. Sappiate tuttavia che qualsiasi cosa cerchiate, desideriate, tutto quello che fate nella vostra vita, e tutto ciò la cui influenza rimane dopo la morte, viene tutto annotato dai “Ricercatori” , e un giorno vedrete che quegli stessi peccati minori hanno formato una grande quantità di colpe”
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LA PREGHIERA DELLA PIOGGIA

Quando le tribú arabe s’accordarono tra di loro per molestare e tormentare il sommo Profeta, il quale le maledí, e chiese ad Allah di colpire duramente le tribú nemiche e punirle con la carestia, come accade all’epoca del profeta Yusuf [Giuseppe]. Ebbene, Allah esaudí la preghiera del sommo Profeta, e non piovve per ben sette anni, e la stessa Medina fu colpita da carestia.
Le tribú mandarono allora uno dei loro uomini dal sommo Profeta a chiedergli aiuto. L’inviato delle tribú disse al nobile Messaggero d’Allah: “I nostri alberi, le nostre erbe si sono essiccate! Nelle mammelle e nei seni delle nostre bestie e delle nostre donne, non è rimasta nemmeno una goccia di latte! Abbiamo perso tutto il nostro bestiame!”
Il santo profeta Muhammad salí allora sul pulpito, e, dopo aver lodato Iddio, iniziò a recitare la preghiera della pioggia, e mentre ancora pregava iniziò a piovere, e piovve per una settimana. Piovve cosí tanto da estenuare la gente di Medina, la quale dissero al nobile Profeta: “O Messaggero d’Allah, abbiamo paura d’annegare, e temiamo che le nostre case vadano distrutte”. Fu cosí che il santo Profeta si rivolse al cielo e disse: “O Allah, fai scendere la pioggia sui dintorni di Medina, e non su di noi”, e ogni parte verso cui faceva segno si svuotava di nuvole, e cosí il cielo di Medina ritornò sereno, e le nuvole si riunirono intorno alla città, ove la pioggia continuò a scendere.
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SIA PRIVATO (D’OGNI BENE) ABU LAHAB, E PERISCA!

Bin Abbas dice che un giorno il Messaggero d’Allah salí sul Monte Safaa, e gridò: “Yaa Sabaahaah” , riunendo cosí i Quraysh, che gli dissero: “Cos’è successo?”, ed egli disse: “Se vi avessi dato la notizia che stanotte, o domani mattina, avreste subito un attacco dal nemico, mi avreste creduto?”, “Certo!”, dissero. Il sommo Profeta disse allora: “Io vi metto in guardia dal duro castigo che v’attende!”
Abu Lahab disse: “Morte a te! Ci hai riuniti qui per questo?”
Fu cosí che Allah, l’Altissimo, rivelò la sura “Tabbat Yadaa Abi Lahab Wa Tabb” [sura CXI], che dice: “Sia privato d’ogni bene Abu Lahab, e perisca! I suoi averi e ciò che ha guadagnato non gli gioveranno. Entrerà presto in un fuoco dalle alte fiamme, e brucerà, e sua moglie, quella portatrice di legna, [avrà] al suo collo una corda di fibre di palma”
Abu Lahab era figlio di Abdu-l-muttalib, il nobile nonno del sommo Profeta. Sua moglie, Ummu Jamil, figlia di Harb, e sorella dell’empio Abu Sufiyaan. Spargeva spine e cespugli davanti al Profeta, nella speranza che egli, andando alla Moschea Sacra (Masjidu-l-haraam), si ferisse.
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L’UMILTÀ DEL PROFETA

Il sommo Profeta, in viaggio assieme a un gruppo dei suoi compagni, ordinò che si macellasse un montone. Un uomo disse: “Ci penso io a sgozzarlo”, un altro: “Io mi offro di scuoiarlo”, e un altro ancora: “Io invece m’incarico di cucinarne la carne”. A questo punto, il sommo Profeta disse: “Io allora penso a far legna”, al che, i compagni dissero: “O Messaggero d’Allah, ci pensiamo noi a raccogliere la legna, non vogliamo che tu ti scomodi”. Il santo Profeta disse allora: “Lo so, tuttavia non amo di-stinguermi da voi! In verità, il Signore Eccelso detesta che il Suo servo si distingua dai suoi compagni” Indice

LE PRIME PERSONE CHE PREGARONO ACCANTO AL SOMMO PROFETA

I grandi narratori di hadith, commentando il novantaquattresimo e novantacinquesimo versetto della quindicesima sura del sacro Corano, hanno narrato la seguente tradizione: «Quando il nobile Muhammad (S) divenne profeta, la prima persona che gli prestò fede fu Alí Bin Abi Taalib (A), e dopo di lui la nobile Khadijah (A).
Un giorno Abu Taalib (A) venne, assieme a suo figlio Ja´far At-tayyaar (A), dal sommo Profeta, e lo trovò in preghiera, e appena lo vide in quello stato, disse a Ja´far: “Prega accanto a tuo cugino (paterno)!”, il quale si mise alla sinistra del Profeta, il quale si spostò un po’ piú avanti.
Piú avanti anche Zayd Bin Haarithah si convertí all’Islam, e a pregare erano solo queste cinque persone [il Profeta, Alí, Khadijah, Ja´far e Zayd].
Tre anni dopo l’inizio della missione profetica del nobile Muhammad, Allah, l’Eccelso, gli rivelò i seguenti versetti: “Annuncia con forza quello che ti è stato ordinato, e disinteressati dei mushrikun [politeisti, coloro che associano pari ad Allah]. Noi ti bastiamo contro chi ti schernisce”
Gli empi individui che schernivano il santo Profeta erano cinque: Walid Bin Mughayrah, ´Aas Bin Waa’il, Aswad Bin Muttalib, Aswad Bin Abdi Yaghuth, Haarith Bin Talaalah.
Un giorno l’arcangelo Gabriele discese, e si mise accanto al santo Profeta
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GLI ALBERI DEL PARADISO

Un giorno il profeta dell’Islam disse: «Dio pianterà un albero in Paradiso per chiunque dirà ‘subhànallah’. Dio pianterà un albero in Paradiso per chiunque dirà ‘Alhamdu lillàh’. Dio pianterà un albero in Paradiso per chiunque dirà ‘la ilàha illallàh’. Dio pianterà un albero in Paradiso per chiunque dirà ‘Allàhu akbar’». A questo punto un uomo appartenente alla tribú dei Quraish disse: “O Messaggero d’Allah, in tal caso avremo molti alberi in Paradiso, poiché noi recitiamo continuamente queste sacre frasi”. L’Inviato di Dio disse: «Sí, è proprio cosí! Badate però di non bruciarli col fuoco del peccato, poiché Iddio dice: “O credenti, ubbidite Allah e il Suo Inviato, e non annullate le vostre buone azioni”»
{Biharu-l-anwar: vol. VIII, pag. 186; vol. XCIII, pag. 168}
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IL MIGLIOR DESIDERIO

Rabi´ah, figlio di Ka´b, dice: «Un giorno il Profeta di Dio mi disse: “O Rabi´ah, sono sette anni che mi stai servendo. Non vuoi alcuna ricompensa da me?”. Io risposi: “O Messaggero d’Allah, concedimi del tempo affinché io rifletta a questo proposito”. L’indomani mi recai dall’Inviato di Dio; egli mi disse: “O Rabi´ah, fai la tua richiesta”. Io dissi: “Chiedi a Dio di farmi entrare in Paradiso con te”. Il Profeta disse allora: “Chi ti ha suggerito di farmi questa richiesta”. Risposi: “Nessuno, tuttavia ho pensato che se chiedessi beni materiali essi sarebbero in ogni caso destinati a perire; allo stesso modo, se chiedessi una lunga vita e dei figli, alla fine ci sarebbe lo stesso la morte [a dividermi da queste cose]”. A questo punto il Profeta abbassò per un istante la testa, dopodiché disse: “Farò quello che mi hai chiesto, tu però aiutami eseguendo molte prosternazioni e pregando di piú”
{Bihar: vol. LXIX, pag. 408}
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