Considerazioni sulle invocazioni



Il Santo Profeta (S)[1] disse:

"Il Du°ā’ è l’arma del credente, un pilastro della religione, una luce dei cieli e della terra".[2]

E ciò è indubbiamente vero. Ed è per questo motivo che esso è diventato una peculiarità per cui gli Shi°iti si sono da sempre distinti, scrivendo infatti moltissimi libri, introduttivi o dettagliati, riguardo gli Adi°yah (pl. di Du°ā’) trasmessi dai Puri Imam della Ahl ul-Bayt (as)[3], alla loro importanza e alle loro regole, ed in cui vengono dati splendidi insegnamenti dal Profeta (S) e dalla sua Casa per i loro seguaci, mentre incoraggiano a recitarli.

Grazie ad essi ci è stato trasmesso che:

·         La migliore adorazione è il Du°ā’[4];

·         L’atto più amato da Allah (SwT) sulla terra è il Du°ā’[5];

·         Il Du°ā’può risolvere i problemi e premiarci[6];

·         Il Du°ā’ è la cura per ogni malattia[7].

Cos’è il Du°ā’?[8]

Il Du°ā’ è un’implorazione, una preghiera di domanda, una supplica che indirizziamo ad Allah (SwT)[9] perché soddisfi i nostri bisogni, perdoni i nostri peccati, ci aiuti a superare le nostre difficoltà, a risolvere i nostri problemi, a correggere i nostri difetti, ad avvicinarci a Lui, a trovare il retto cammino e la pace interiore.

La portata del Du°ā’ non si ferma certo qui: essa abbraccia ben più ampi settori, producendo effetti molto vari. Perciò il Du°ā’ è sempre stata, a partire da Adamo (as), l’arma favorita a cui fecero ricorso i Profeti (as), gli Imam (as) e i pii credenti per condurre a buon esito i difficili compiti loro assegnati, riuscendo a sopportare le dolorose prove che spesso dovettero affrontare: ecco perché l’Islam ha sempre raccomandato ai Credenti d’appoggiarsi a questo mezzo di comunicazione con Allah (SwT) per conseguire un esito felice.



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