La versione islamica del mondo



 

Il concetto su cui il Profeta dell’Islam (S) ha fondato la sua religione, è che tutta l’esistenza è stata creata da un unico Dio e che ciascuna delle parti dell’esistenza è guidata da Allah (SwT) alla perfezione ed alla felicità, propria di questa parte. Anche l’essere umano, che possiede una vita eterna, è diretto verso la felicità e il benessere propri della sua natura, ed egli raggiunge questo stato seguendo il sentiero mostratogli da Allah (SwT).

Il santo Profeta (S) ha indirizzato il suo messaggio alla natura dell’uomo, cioè all’uomo dotato della natura umana e di un’intelligenza data da Allah (SwT) e di una volontà che non è dettata dalla superstizione e da cieche credenze. Un individuo tale, con la sua natura primordiale data da Allah (SwT), ha la capacità innata e la possibilità di apprendere la suddetta visione del mondo. Egli, soltanto considerando il più piccolo esempio della creazione divina, naturalmente comprende che il mondo, nella sua vastità e nella sua perfetta armonia ed ordine, è la creazione di un Creatore trascendente che è al di sopra d’ogni bruttura e malvagità, il cui essere infinito è la sorgente d’ogni bellezza e perfezione.

Egli capisce che la creazione del mondo e dei suoi abitanti non erano senza un fine ed uno scopo, che la vita di questo mondo sarà seguita da un’altra vita e che le cattive e buone azioni in questo mondo non saranno senza una ricompensa. Di conseguenza egli capisce che vi deve essere un modello di vita confacente ai suoi bisogni che lo renderà capace di vivere secondo la sua propria reale natura. La scelta islamica di un essere umano naturale e primordiale, come obiettivo del messaggio religioso, ha diverse conseguenze fondamentali.

 

1) Il Principio d’Uguaglianza

Gli insegnamenti islamici si applicano a tutti gli individui. Non vi è nessuna distinzione tra bianco e nero, uomo e donna, nobile e plebeo, ricco e povero, re e straccione, forte e debole, orientale ed occidentale, istruito ed incolto, vecchio e giovane, o fra coloro che vi sono ora e coloro che verranno, per tutti quelli che fanno parte del genere umano e di ciò che questo implica in generale. L’uguaglianza di questo tipo è limitata all’Islam; altri sentieri, ciascuno nella propria misura, hanno certi principi discriminatori.

Per esempio, l’Induismo distingue in modo esclusivo tra bramini e non bramini e tra uomo e donna; nel Giudaismo la differenza è posta tra i figli d’Israele e gentili e nella Cristianità fra uomo e donna. Come per un sistema sociale secolare, in questi c’è una distinzione fra sudditi di un paese e stranieri. E’ solo l’Islam che considera l’umanità come un insieme indistinto ed ha abolito completamente il principio di distinzione e discriminazione.

“O Uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più lo teme.” (Santo Corano, 49: 13)

“In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, che gli uni vengono dagli altri.” (Santo Corano, 3:195)



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