Come si è diffuso l'Islam?



di Seyyed Muhammad Rizvi*

Introduzione

“L’Islam è una religione malvagia.” “Promuove la violenza.” Queste sono alcune delle comuni etichette utilizzate contro l’Islam dai mass-media cristiani. Simili pregiudizi sono basati sullo stereotipo secondo cui gli Arabi avrebbero obbligato i non Arabi alla fede islamica. Nel recente passato non è inusuale trovare libri che ritraggano un arabo brandire una spada in una mano e il Corano nell’altra.

Lasciateci quindi vedere come l’Islam si è diffuso nel mondo: attraverso la spada o mediante la conversione?

La prospettiva coranica

Vediamo dapprima la questione della “conversione mediante la forza” dalla prospettiva coranica.

Il Corano è molto chiaro sull’argomento dell’accettazione dell’Islam:

“Non c’è costrizione nella religione. La retta via ben si distinguee dall’errore. Chi dunque rifiuta l’idolo e crede in Dio, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Dio è audiente, sapiente.” (Surah al-Baqara, 2:256)

Non vi può essere obbligo nell’accettare l’Islam; l’Islam vuole dei credenti sinceri, non degli ipocriti. Mediante la conversione obbligata, voi aumenterete solamente il numero degli ipocriti, non quello dei veri credenti.

Il Profeta dell’Islam (S) è stato quindi menzionato come un ammonitore, non come una persona che imponeva l’Islam agli altri:



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