Discorso integrale di Seyyed Nasrallah nel giorno di Ashurà 8-12-2011



Traduzione a cura dell'Associazione Islamica Imam Mahdi (aj) - www.islamshia.org

Decine di migliaia di fedeli e innamorati dell’Imam Husayn (A) si sono riuniti come ogni anno, nel decimo giorno di Muharram, nella marcia organizzata da Hezbollah nel sobborgo meridionale di Beirut per piangere il nipote del Profeta (S), rinnovare il loro giuramento e promessa di rimanere nel suo sentiero, esprimere appoggio alla Resistenza Islamica e respingere le insidie del Grande Satana, gli USA, e dell’entità sionista di occupazione.

Il primo mese dell’anno arabo è il mese di Muharram, il mese del lutto e del dolore, perché in questo mese, nell’anno 61 dell’Egira (680 d.C.) l’Imam Husayn (A), l’amato nipote del Santo Profeta Muhammad (S), con un manipolo di seguaci, partì da Medina alla volta di Kufa, viaggio che invece doveva concludersi tragicamente nella desolata piana di Karbala con il martirio suo, dei suoi familiari e dei suoi fedeli discepoli. L'Imam Husayn (A) era stato posto di fronte ad una scelta decisiva da parte del califfo usurpatore dell'epoca, Yazid: o accettare la sua illegittima autorità o il martirio. Ovviamente l'Imam (S) non potè che optare per la seconda opzione, affrontando serenamente e consapevolmente la morte sul sentiero di Dio.

La drammaticità e il significato di questo evento hanno fatto si che la Comunità Sciita in primis, ma la Comunità Islamica tutta, per amore verso la Ahl-al-Bayt, la famiglia del Profeta Mohammad (S), abbiano sempre ricordato i primi dieci giorni di Muharram, ed il decimo in particolare (giorno di ‘Ashura), con riunioni e manifestazioni di cordoglio che hanno contribuito nei secoli a tener vivo il dolore per quest’evento e a tramandarne il luminoso insegnamento. Tra le innumerevoli lezioni che ci ha tramandato l’Imam Husayn (A), particolare importanza rivestono quelle concernenti le virtù della fede e sottomissione totale a Dio, dell’amore per la verità e la giustizia, della pazienza e della resistenza di fronte agli oppressori, anche ponendo la propria vita come estremo sacrificio.

Dopo la marcia la folla si è diretta allo Statio al-Raya di Beirut, dove il Segretario Generale di Hezbollah, Seyyed Hassan Nasrallah, avrebbe dovuto tenere un discorso per la commemorazione

Comunque, a differenza di sempre, e mentre si attendeva che pronunciasse il discorso in videoconferenza per le ragioni di sicurezza conosciute, Seyyed Nasrallah ha sorpreso la folla apparendo in mezzo ad essa.

Il Segretario Generale di Hezbollah non era apparso in pubblico dal luglio 2008, il giorno in cui, in base ad un accordo per lo scambio di prigionieri, Samir Qantar e altri quattro combattenti della Resistenza vennero liberati dalle carceri israeliane e rientrarono in Libano.

 L'Hujjatulislam wal Muslimin Seyyed Nasrallah ha salutato i credenti e pronunciato un breve discorso dicendo: “Che Iddio aumenti le vostra ricompensa per la tragedia del nostro maestro e guida, Abi Abdillah al-Husayn (A).Volevo unirmi a voi alcuni minuti, sebbene mi piacerebbe essere sempre con voi…Io voglio unirmi a voi il giorno 10 di Muharram, in modo da poter rinnovare insieme - e il mondo ascolti - il nostro giuramento all’Imam Husayn, che in un giorno come questo affrontò da solo 30.000 persone, confermando quello che suo padre l’Imam ‘Ali ibn Abi Talib (A) era solito dire: “Giuro su Dio che [anche] se li incontrassi da solo ed essi riempissero la terra [a causa del loro numero elevato], non me ne interesserebbe [alcunché] e non avrei paura". Quando all’Imam Husayn si presentarono due opzioni, combattere o accettare l'umiliazione, l'Imam dichiarò chiaramente: “Ben lontana da noi è la viltà!”.

Per sempre, e non importa quante sfide e pericoli esistano, diciamo a tutti coloro che vorrebbero intimidirci o minacciarci, che noi siamo i compagni di Abi Abdillah al-Husayn (A) che disse: “Ben lontana da noi è la viltà!”



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