Discorso integrale di Seyyed Nasrallah nel giorno di Ashurà 8-12-2011



Oggi è importante essere coscienti della fase che seguirà il ritiro statunitense dall’Iraq, della mente satanica statunitense così come del progetto settario che stanno preparando per la regione. Questo dipende dalla consapevolezza e dal dialogo dei nostri fratelli in Iraq, e dalla loro preoccupazione per il proprio paese.

Giungiamo quindi alla Siria. La nostra posizione è stata chiara dall’inizio. Appoggiamo le riforme in Siria ed un governo che ha resistito, ed ha sostenuto i movimenti di Resistenza nella regione. Diciamo si a quanto attiene alla lotta contro tutte le cause della corruzione, e si a tutte le riforme che sono state approvate dalla dirigenza siriana e vengono richieste dal popolo, ma ci sono alcuni che non vogliono riforme, né sicurezza, né stabilita, né pace civile, né dialogo in Siria, e che cercano piuttosto di distruggere il paese.

Essi vogliono compensare la loro sconfitta in Iraq - sapendo che la Siria ha avuto un ruolo in questo - e la loro possibile perdita strategica in Egitto, cambiando la situazione in Siria.

Il cosiddetto Consiglio Nazionale di Siria che si è formato a Istanbul, e che alcuni paesi occidentali considerano legittimo, ha un leader che è Burhan Galyoun. Due giorni fa, Galyoun ha dichiarato che “se cambiamo il regime in Siria taglieremo i nostri legami con l’Iran e con i movimenti di Resistenza in Libano e Palestina”, vale a dire Hezbollah e Hamas. Hanno presentato le loro credenziali agli USA e ad Israele!

E quando gli è stato chiesto riguardo alle Alture del Golan, ha detto che avrebbe fatto riferimento alla comunità internazionale. Dopo trenta anni di sforzi falliti da parte dell’ONU, questi vengono fuori dicendo che vogliono porre fine alla relazione della Siria con i movimenti di Resistenza e “ritornare alla comunità internazionale”.

Ciò che è peggio è che uno dei leader che è legato ad una organizzazione islamica della Siria ha detto che “quando cambieremo la situazione in Siria, attraverseremo le frontiere in Libano e castigheremo Hezbollah”. Un altro tentativo per accreditarsi di fronte agli USA e a Israele, perché Hezbollah è il loro nemico e colui che ha sconfitto Israele.

Dico questo ai siriani e ai libanesi che stanno mal interpretando la situazione in Siria: gli ultimi due giorni ci hanno mostrato che abbiamo compreso perfettamente la situazione e che l’obiettivo principale sono i movimenti di Resistenza nella regione. Quello che si esige dalla Siria non sono le riforme, ma un regime arabo traditore, sottomesso a USA e Israele.

Noi facciamo un appello alla pace, alla stabilità ed al dialogo in Siria, e condanniamo tutte le sanzioni che sono state imposte a Damasco ed ogni tipo di incitamento settario.

E, ovviamente, voglio ricordare a tutti coloro che ci minacciano con l’uso delle armi, che le loro navi sono state distrutte nelle coste di Beirut.

Sul Libano, che si trova nel mezzo degli avvenimenti regionali, abbiamo sempre insistito sul non affrontare la situazione di questo paese in modo indipendente da quello che accade nella regione. Ciò è fondamentale, e non risulta adeguato analizzare la situazione del Libano separandola dallo stato della regione, poiché è profondamente legata a quest’ultimo.



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