Discorso integrale di Seyyed Nasrallah nel giorno di Ashurà 8-12-2011



Chiunque desideri sicurezza in Libano deve sforzarsi per risolvere questo problema. Coloro che vogliono o pensano di eliminare i missili e le armi difensive, vogliono in realtà fare un favore a Israele, dare al nemico quello che non è riuscito ad ottenere in 33 giorni di guerra e con l’aiuto di tutto il mondo. Vogliono arrivare a questo attraverso il dialogo, le negoziazioni politiche o le campagne sui mezzi di comunicazione, ma vi dico che non accadrà.

Nel 10 di Muharram, il giorno delle scelte decisive e storiche, voglio dire al mondo che noi in Libano abbiamo preso l’iniziativa sin dal 1980. Non aspettiamo la comunità internazionale, la Lega Araba, l’Organizzazione della Conferenza Islamica né nessuno al mondo.

Con la nostra ferma volontà, desiderio, gioventù, donne, uomini e modesto potenziale, abbiamo resistito, lottato e siamo stati martirizzati, ci siamo riappropriati la nostra terra, prigionieri, dignità, e con la nostra Resistenza preserveremo la nostra terra, dignità ed onore e li difenderemo contro chiunque al mondo.

I pericoli, le minacce e i cambiamenti non ci impediranno di adempiere a questo dovere ed a questa responsabilità.

Noi apparteniamo all’Imam il quale era solo in un giorno come questo contro 30.000 uomini. Ognuno di noi non si trova ora solo di fronte a tale numero. Siamo decine di migliaia di combattenti armati e addestrati, pronti al martirio e seguaci di Abi Abdullah al-Husayn (A).

Siamo una potenza che il nemico ancora non conosce, e mai conoscerà. Sorprenderemo ogni nemico con una presenza forte e creativa in tutti i campi.

Per tanto, nel giorno 10 di Muharram, dico che il tempo del compromesso riguardo alla nostra dignità, alla nostra presenza, al nostro orgoglio, al nostro paese, alla nostra terra e ai nostri luoghi santi è terminato.

Concludo rinnovando la nostra lealtà all’Imam Husayn (A) al quale diciamo: “O Maestro e Imam! Come tu ti sei sacrificato per i tuoi grandi obiettivi e hai preferito essere ucciso insieme alla tua famiglia e compagni per la verità e il bene, preserveremo questo sentiero e inoltre trionferemo grazie al tuo sangue, alla tua mente e alla tua cultura.

Rinnoviamo la nostra fedeltà a te nel 10 di Muharram. Dopo che tutti erano stati martirizzati, l’Imam Husayn (A) rimase solo, ma fermo e forte, e non si rivolse all’esercito nemico ma a tutte le genti rivolgendogli una domanda che passerà alla storia: “C’è qualcuno pronto ad aiutarmi?”

La risposta sarà sempre con il nostro sangue, lacrime, anima, posizione, mente, jihad e Resistenza: “Labbayka ya Husayn!”(Al tuo servizio o Husayn).

 



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