"La designazione di 'Ali: implicita o esplicita" (Hujjatulislam S.M. Rizvi)



1. Introduzione

Ci siamo riuniti1 qui questa notte in memoria della persona che ci ha dato la nostra identità come musulmani sciiti. Siamo orgogliosi di definirci “Shi´a di ‘Ali” – vale a dire i Seguaci di ´Ali ibn Abi Talib (A).

Questa notte parlerò sul califfato dell’Imam ´Ali ibn Abi Talib (A) a causa delle domande poste da molte persone in riferimento alla recente controversia sulla “designazione implicita”. Non soltanto adulti, ma anche giovani mi hanno avvicinato con queste domande; ed è mio dovere assicurare che le credenze dei nostri giovani sull’imamato ed il califfato dell’Amir al-Mu’minin (A) rimangano salde senza alcun’ombra di dubbio. La controversia è iniziata con le esternazioni di un accademico sciita nell’Enciclopedia Bioetica sotto il titolo di “Islam”, nella quale egli ha scritto quanto segue:

“Muhammad morì nel 632 dopo di Cristo, avendo portato tutta l’Arabia sotto il governo di Medina. Comunque non lasciò istruzioni specifiche rispetto alla successione della sua autorità politico-religiosa”.2

Inizialmente, quando mi venne presentata una copia dell’articolo, non gli prestai molta importanza, perché avevo compreso che era stato redatto per un pubblico molto ampio (sebbene teoricamente il tema della successione non avrebbe dovuto esser assolutamente menzionato in questo articolo e la sua esclusione non avrebbe scalfito il corpo principale del discorso). La risposta dell’erudito scrittore alle domande inviategli via internet da alcuni sciiti d’Inghilterra divenne però per me una questione di importanza. Egli rispose quanto segue:

Con riferimento all’argomento che non vi fu un’istruzione ESPLICITA riguardo la successione dell’‘autorità politico-religiosa’ del Profeta, bisogna chiarire che l’espressione che asserisce che non vi fu ESPLICITA (vale a dire, chiaramente espressa, chiaramente enunciata, e non semplicemente implicita) istruzione nella questione della successione all’‘autorità politico-religiosa’ del Profeta, assicura per implicazione che vi fu un’istruzione IMPLICITA (vale a dire, contenuta necessariamente sebbene non espressa totalmente). Questa istruzione implicita del Profeta fu espressa durante la sua vita in varie occasioni, inclusa, alla fine, Ghadir.

Fu dovuta anche a questa assenza di un enunciato esplicito in tali occasioni, che l’Imam ´Ali mai utilizzò alcuno di questi eventi, Ghadir incluso, per avanzare la propria candidatura come unico successore legittimo del Profeta.3



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