Husayn: simbolo di amore e sacrificio



Shaykh Muhammad Bahmanpour

 

Solitamente si ritiene che l’Islam veda Dio come un Governante del mondo senza cuore, un Giudice rabbioso e un Signore furioso che cerca attentamente i peccatori per punirli. Per coloro che hanno letto attentamente il Corano una sola volta nella loro vita, è davvero facile confutare senza alcun dubbio simile punto di vista.

Comunque, per coloro che non hanno letto con attenzione il Corano, o non possiedono i mezzi e la conoscenza necessari per analizzare i suoi versetti, si erge, nella memoria vivente della storia, un episodio che, molto chiaramente, incarna la nozione di amore tra il Creatore ed il creato, ed il sacrificio e la sofferenza che l’essere umano potrebbe sopportare facilmente e con soddisfazione per l’amato Dio.

Questo episodio è l’evento nel quale Husayn, il nipote del Profeta dell’Islam, offrì non solo la sua anima e il suo corpo al Signore, ma anche quelli dei suoi figli, nipoti, cugini e intimi amici, e sopportò il dolore della prevedibile cattura di sua moglie, delle sue figlie e sorelle. Questo è accaduto nel decimo giorno di Muharram in una terra chiamata Karbala nell’anno 682 d.C.

In quanto nipote del Profeta e persona particolarmente amata da lui, Husayn avrebbe potuto avere una vita molto comoda e benestante dopo suo nonno, onorato e riverito dai suoi contemporanei. Comunque egli era un devoto della causa di Dio, preoccupato per la Guida che era stata rivelata a suo nonno e desideroso di fare in modo che il sentiero di amore verso Dio non fosse ostruito da persone avide e materialiste che si erano unite all’Islam soltanto per soddisfare le loro meschine ambizioni mondane.

Egli, ha fatto ciò che doveva esser fatto! In un solo giorno ha dimostrato un livello di amore e sacrificio verso Dio che difficilmente troverebbe paralleli in qualsiasi altro avvenimento nella storia dell’umanità. Egli gridò apertamente la sua insoddisfazione per quanto stava accadendo nel nome del Signore, facendo ricorso all’autorità di suo nonno: un grido che ancora oggi può essere udito attraverso il lungo tunnel della storia.

Husayn era solito dire nelle sue invocazioni e suppliche:

"Mio Signore! Tu hai eliminato dai cuori di coloro che ami ogni interesse per altri all’infuori di Te, affinché non amino alcun altro e in altro non trovino rifugio all’infuori di Te. Tu sei la loro intima compagnia quando le prove del mondo li atterriscono. Mio Signore! Coloro che ti hanno smarrito, cosa hanno trovato, e coloro che Ti hanno trovato, cosa hanno perso?”



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